Presentazione
di 3 libri di autori di Cosenza:
Sergio Crocco
"Canaletta", Sim’i Cusenza e nicci’abbaca,
Rubbettino Editore.
recensione
di Claudio Dionesalvi
“Sim’i Cusenza e nicci’abbaca”. Da sberleffo
di strada, a titolo d’un libro di poesie. A colpi di dialetto,
Sergio Crocco “Canaletta” ci porge di soppiatto un altro
cofano d’immagini tratte dall’odierna “cusintinità”.
Una dedica intellettuale al fumettista Vauro, e una alla persona
più importante: ventitre è la data di nascita del
figlio di Sergio, Simone, e Ventitre sono le poesie di questa seconda
raccolta, che accompagna il successo della prima pubblicata un anno
fa e intitolata “Ara‘mmersa”.
Il Vernacolo e l’italiano aulico si sfregano, emanando scintille
di risata: piccole sculture scolpite di passaggio, al volo, sogghignando,
a tratti piangendo. Grande successo tra i lettori vecchi ed i bambini.
Declamate ad alta voce, costringono la lingua di chi legge, a contorcersi,
pur di scandire suoni ruvidi. È una scrittura che propone
paradossi a cascata, situazioni speculari. Da cabaret l’intervista
parallela a due cosentini uguali e contrari: uno di Roges, l’altro
popiliano.
Anche l’idea di sottotitolare le nostre più comuni
esclamazioni quotidiane, meriterebbe forse di avere cittadinanza
in teatro: “Deflagrazione di fortuna = Bott’i culu”.
Benedetta Caira gli consegna una lucida prefazione e una rassegna
di romantiche fotografie intercalate ai testi. Nella postfazione,
Loredana Caruso ne prende per mano l’ironia bretica. E la
copertina rossoblu, siglata “Tam Tam e Segnali di Fumo”,
comincia a viaggiare. Sotto Natale, qualcuno ne acquista dieci copie
in un colpo solo, in una libreria centrale di Cosenza: “Le
devo mandare aru Canadà”.
“Canaletta” si gode il successo e prepara la sua terza
opera: “Maniàmuni”.
|