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Radio Onda Rossa
indymedia italia
Sabato 5 novembre
"Ferita di Gerra"
di Giulia Fazzi h. 18.00


"Una storia che racconta il potere e l'impotenza, la rabbia e le frustrazioni. Un'operaia stuprata dal "padrone" perché impari a tenere la bocca chiusa. Un uomo che si sente "padrone" e come tale pretende e prende con la violenza quello che decide di volere. Lo stupro è un evento raro nel mondo del lavoro, per fortuna, ma é diffuso il sopruso favorito da un clima in cui i diritti di chi lavora sono sempre più annichiliti. I contratti un ricordo, la precarietà un mostro che divora le piccole certezze quotidiane e cancella progetti e futuro. Un libro che partendo da un evento limite racconta una generazione di lavoratori con diritti revocati e sogni ingoiati." (dall'introduzione de iQuindici)

Giulia Fazzi nasce a Carpi nel 1972. Laureata, lavoratrice precaria, ha cominciato a scrivere da bambina, di nascosto da tutti. Non ama parlare di se. Preferisce scrivere. Partecipa alle attività de iQuindici dalla costituzione del gruppo.


Recensioni:

Ferita di guerra ci mette di fronte ad una realtà amara,
le vicende narrate acquistano valore universale in un mondo dove si vorrebbe rappresentassero solo poche e rare eccezioni.
Facciamo finta di non vedere ma ogni minuto un pezzo di noi ci abbandona:
ci abbandonano i nostri ideali, la solidarietà di classe, l'appartenenza a un gruppo.
Mucche da mungere la cui sopravvivenza è solo in rapporto al consumo che ci viene indotto.
Compromesso dopo compromesso rimaniamo svuotati, piegati come un sacco vuoto in balia di chi, invece, conosce bene la solidarietà di classe e sa come esercitarla: il padrone, i padroni. Non gli basta il nostro lavoro né il nostro corpo ora vogliono anche la mente e noi gliela stiamo regalando.

Happy Cats


Questo libro ci racconta di un umanità che ha perso se stessa per un posto di lavoro, ci racconta come secoli di lotte per i diritti si siano sciolti come neve al sole, di come i nostri corpi passino di proprietà per un pezzo di pane.

Anonimo


Fai posto al tuo nuovo sguardo, nuovo e strano. Sopratutto fai posto a una crepa che non ci doveva essere. Da qualche parte, sul tuo corpo. Una ferita. Il regalino, di cui non ti potrai disfare, del corpo a corpo con il nemico che non sapevi di avere. Succede, quando sul tuo cartellino è stampata ogni giorno l’ora d’inizio e fine della tua guerra.

IQuindici

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