
"Una
storia che racconta il potere e l'impotenza, la rabbia e le frustrazioni.
Un'operaia stuprata dal "padrone" perché impari
a tenere la bocca chiusa. Un uomo che si sente "padrone"
e come tale pretende e prende con la violenza quello che decide
di volere. Lo stupro è un evento raro nel mondo del lavoro,
per fortuna, ma é diffuso il sopruso favorito da un clima
in cui i diritti di chi lavora sono sempre più annichiliti.
I contratti un ricordo, la precarietà un mostro che divora
le piccole certezze quotidiane e cancella progetti e futuro. Un
libro che partendo da un evento limite racconta una generazione
di lavoratori con diritti revocati e sogni ingoiati." (dall'introduzione
de iQuindici)
Giulia Fazzi
nasce a Carpi nel 1972. Laureata, lavoratrice precaria, ha cominciato
a scrivere da bambina, di nascosto da tutti. Non ama parlare di
se. Preferisce scrivere. Partecipa alle attività de iQuindici
dalla costituzione del gruppo.
Recensioni:
Ferita di guerra
ci mette di fronte ad una realtà amara,
le vicende narrate acquistano valore universale in un mondo dove
si vorrebbe rappresentassero solo poche e rare eccezioni.
Facciamo finta di non vedere ma ogni minuto un pezzo di noi ci abbandona:
ci abbandonano i nostri ideali, la solidarietà di classe,
l'appartenenza a un gruppo.
Mucche da mungere la cui sopravvivenza è solo in rapporto
al consumo che ci viene indotto.
Compromesso dopo compromesso rimaniamo svuotati, piegati come un
sacco vuoto in balia di chi, invece, conosce bene la solidarietà
di classe e sa come esercitarla: il padrone, i padroni. Non gli
basta il nostro lavoro né il nostro corpo ora vogliono anche
la mente e noi gliela stiamo regalando.
Happy Cats
Questo libro ci racconta di un umanità che ha perso se stessa
per un posto di lavoro, ci racconta come secoli di lotte per i diritti
si siano sciolti come neve al sole, di come i nostri corpi passino
di proprietà per un pezzo di pane.
Anonimo
Fai posto al tuo nuovo sguardo, nuovo e strano. Sopratutto fai posto
a una crepa che non ci doveva essere. Da qualche parte, sul tuo
corpo. Una ferita. Il regalino, di cui non ti potrai disfare, del
corpo a corpo con il nemico che non sapevi di avere. Succede, quando
sul tuo cartellino è stampata ogni giorno l’ora d’inizio
e fine della tua guerra.
IQuindici
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