La
mostra fotografica della THCinema è il frutto di una riflessione
sul * sacro*, cominciata alcuni anni fa, che parte dalla sua manifestazione
più visibile nelle città: la chiesa. L'architettura
degli edifici sacri per antonomasia è la risposta materiale
all'idea di *sacro* che la cultura contemporanea ha maturato dopo
il Concilio Vaticano II. Quando la progettazione di una chiesa si
propone di abbandonare le vie della tradizione e del barocco, in
tutte le loro variabili e varianti, allora deve proporsi di realizzare
lo spazio sacro trovando nuove forme estetiche.
Tuttavia il
Concilio Vaticano II, pur annunciato per far fronte alla crisi religiosa
scatenata dalla modernità, se da una parte autorizza la sperimentazione
estetica oltre la tradizione e il barocco, dall'altra mai ha rinunciato
alla loro funzione, essendo questa uno dei pilastri del potere della
chiesa cattolica.
La proposta
di questa mostra si basa sull'esito "schizofrenico", tale
è la dissonanza cognitiva che promana dagli edifici analizzati,
della
progettazione di molte chiese più o meno a partire dal 1967-69,
quando gli effetti dei pronunciamenti conciliari in materia hanno
potuto cominciare a trovare una realizzazione pratica.
Abbiamo voluto,
con PROFAN\AZIONI, mettere in evidenza questo effetto attraverso
un "collage fotografico ironico-ieratico" che mostrasse
effettivamente la deriva visuale dell'architettura sacra.
Il territorio
è quello emblematico di Roma, centro mondiale del potere
cattolico, dove una chiesa (edificio) è perciò sempre
paradigmatica.
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